Spunti sul Narcisismo Patologico e sulla Manipolazione Relazionale di G.Saracino 07/2020

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Spunti sul Narcisismo Patologico e sulla Manipolazione Relazionale di G.Saracino 07/2020

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SPUNTI SUL NARCISISMO PERVERSO E SULLA MANIPOLAZIONE RELAZIONALE

 TRATTI DAL LAVORO DI CINZIA MAMMOLITI A CURA DI GABRIELE SARACINO

 

Cinzia Mammoliti è una professionista specializzata in Criminologia, Psicopatologia Forense e Psicologia criminale, dopo aver conseguito una laurea in Giurisprudenza nel 1993 presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi in Criminologia presso la cattedra del Prof. Gianluigi Ponti, uno dei maggiori criminologi italiani. È il massimo esponente, nonché pioniera a livello nazionale, dello studio e dell’investigazione di un argomento molto delicato e costantemente in via di sviluppo, ossia quello della manipolazione relazionale, una dinamica patologica che trova terreno fertile nella vita coppia, nella famiglia, a scuola o al lavoro, destinata spesso a sfociare nella violenza psicologica, la più subdola e pericolosa forma di violenza che si manifesta attraverso l’aggressività verbale, i ricatti psicologici,  le minacce, le denigrazioni, le umiliazioni, ecc.

La Mammoliti è anche autrice di saggi e manuali volti ad aiutare le persone a riconoscere questi manipolatori e a difendersene. Il manipolatore relazionale è una figura che può rivestire sia i panni di un uomo che quelli di una donna; si tratta, perlopiù, di persone arroganti, prepotenti, egoiste e parassitarie che prosciugano le energie delle loro vittime servendosene per alimentare il proprio ego e nutrire il proprio vuoto esistenziale.

A fronte dei diversi disagi dovuti all’emergenza pandemica del coronavirus, primo fra tutti il disagio della quarantena forzata, la dottoressa ha continuato a diffondere il suo messaggio, oltre che con la pubblicazione del suo ultimo libro “Le parole per difenderci: vademecum per riconoscere  e gestire la comunicazione manipolatoria”, Sonda ed., organizzando diverse interviste online sulle sue pagine social e offrendo a tutti la possibilità di avere un’ulteriore formazione sull’argomento attraverso dei corsi online da lei stessa condotti.

Di seguito leggerete degli estratti delle ultime due videoconferenze svolte, le quali raccolgono le domande che ho rivolto alla Mammoliti dalla chat della diretta e le rispettive risposte che gentilmente mi ha dato. La prima intervista tocca un tema specifico, quello della “Manipolazione relazionale e mediatica ai tempi del covid-19”, ed è stata condotta dall’avvocato Nunzia Iaia, mentre la seconda, intitolata “Squarci di coscienza”, si concentra sulla figura del vampiro energetico ed è stata diretta dalla dottoressa Federica Costantini.

Questo articolo vuole essere un’estensione dell’operato della Mammoliti, una testimonianza che raggiunga quante più persone possibili e che accenda in loro la curiosità di informarsi il più possibile su questo affascinante e importante argomento. La manipolazione relazionale e la violenza psicologica sono infatti delle problematiche ancora poco trattate e poco conosciute dalla società, una mancanza non indifferente, dal momento che la maggior parte degli obbrobri sociali, tra cui gli omicidi e il bullismo in tutte le loro varianti, sono causati proprio dall’operato di questi soggetti che, mischiandosi in mezzo alla massa, e ricoprendo spesso ruoli sociali strategici e importanti, risultano di difficile identificazione. Le sue dichiarazioni e i suoi libri sono senza dubbio dei validi strumenti che possono aiutarti a crescere come persona rendendoti inattaccabile da ogni tentativo di manipolazione, una tattica di per sé difficile da riconoscere perché può essere praticata da chiunque, anche da quelle persone dalle quali meno te lo aspetteresti perché spesso appartenenti alle tue cerchie affettive più strette.

Quello che leggerete è la mia personale esperienza, per ascoltare le interviste per intero potete trovarle sulla sua pagina Facebook o sul suo canale Youtube  Cinzia Mammoliti.

Pagina ufficiale Facebookhttps://www.facebook.com/cinziamammoliti.ufficiale/

Canale YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UCgM6rlPiLpUsAWPQjFbX-GQ/featured

 

“MANIPOLAZIONE RELAZIONALE E MEDIATICA AI TEMPI DEL COVID-19”  

ESTRATTI DELL’INTERVISTA DELL’AVV.NUNZIA IAIA

 

  • Buonasera dottoressa. Durante la quarantena, una vittima di un narcisista patologico, costretto a subirlo H24, può arrivare a un livello di esasperazione e ad un senso di sopravvivenza tali da indurlo a reagire? Se sì, è possibile che dall’esperienza del lockdown la vittima possa uscirne trasformata in un vampiro energetico?

 

Una vittima non si trasforma in un narcisista se non per brevi periodi, nel senso che, all’interno di relazioni patologiche, molto spesso si assiste a un’inversione di ruolo, un punto in cui non si capisce più chi sia la vittima e chi il carnefice.

Essendo tutti dei narcisisti, nel senso buono del termine, se un narcisista patologico incontra un narcisista buono, il primo cercherà di far diventare patologico il secondo. Dato che siamo in molti a rischio di sforare in questa patologia, se non stiamo attenti, bisogna lavorare molto sul mantenimento dell’empatia e dell’interesse per l’essere umano, dato che il vero patologico è completamente disinteressato all’essere umano, non ha alcun tipo di afflato e tutto quello che fa lo usa per trarne dei vantaggi.

Ci si trasforma in quello che non ci piace per un po’, ma poi la vera natura torna sempre, purché la persona si allontani dal manipolatore.

 

  • Quando lei parla della comunicazione verbale e non verbale, in una chat dove vengono a mancare il linguaggio del corpo e l’intonazione della voce, molte persone si esprimono con grande creatività perché sono consapevoli di poter manipolare l’interpretazione del loro messaggio destabilizzando l’interlocutore. In questo caso, come possiamo riconoscere un narcisista? I famosi campanelli d’allarme sono gli stessi che scattano nella vita reale?

 

Manipolare attraverso i social, attraverso uno schermo, è molto più facile perché la comunicazione non verbale mutua la maggior parte dei messaggi.

Quello che io farei e che ho fatto quando mi è capitato di relazionarmi, soprattutto se una persona sembra troppo interessante in chat, è passare subito all’incontro di persona perché nella chat più tempo passa e più si è manipolati. Considerate che nella chat ho visto accadere le cose peggiori del mondo, spesso dovute ad una mancanza di conoscenza, tra cui gente che per anni ha estorto denaro a donne sole, separate e bisognose di rassicurazioni, a cui sono bastate due paroline d’amore per buttare tanti anni nel cesso.

 

  • L’isolamento e la reclusione della quarantena hanno rappresentato per molti un enorme stress psicologico. Nel tentativo di cercare un’evasione da questa pressione tanti si sono avvicinati o hanno rinforzato la frequentazione di gruppi su internet, alcuni dei quali finalizzati ad arginare proprio i fenomeni contro i quali lei si batte da anni in prima linea. Cosa ne pensa al riguardo?

 

Sicuramente tutti quanti abbiamo fatto un maggiore ricorso a Internet e a tutto quello che è social, dal momento che, essendo tutti costretti a rimanere a casa, avranno dovuto potenziare le linee elettriche di tutta la città. Non ho dubbi che tutto questo abbia agevolato, durante la pandemia, atteggiamenti provocati da meccanismi di difesa, di negazione, di rimozione o di allontanamento dal problema, per potersi tuffare in altre cose.

Io dico sempre di guardarvi bene dai gruppi su Internet, in generale, soprattutto da quelli dedicati al mio campo, come gruppi contro il narcisismo e le manipolazioni nascoste. Alcuni sono fatti bene, frequentati e diretti da persone serie e competenti e forniscono effettivamente supporto utile; altri sono formati da persone assembrate in maniera caotica e mal gestite poiché mancano dietro al sito figure di veri specialisti. Qui spesso si assiste a deliri di onnipotenza poiché molti gruppi sono occupati da vampiri che entrano in quelle comunità per manipolare gli interlocutori e prenderli in giro, quindi fate molta attenzione.

 Io suggerisco di andare nelle pagine di persone veramente esperte e che si occupano di quell’argomento da anni, anche perché il gruppo può fare più danni di quanti ne faccia il singolo.

All’inizio della mia carriera in questo campo, sono entrata in un gruppo in cui ho trovato delle cose demenziali, dove le vittime erano dei carnefici convinti di essere vittime, tonnellate di donne che si spacciavano per salvatrici dell’umanità e che invece hanno creato dei danni irreparabili. 

 

“SQUARCI DI COSCIENZA”

 ESTRATTI DELL’INTERVISTA DELLA D.SSA FEDERICA COSTANTINI

 

  • Buonasera dottoressa. È possibile che un narcisista patologico possa degenerare in un narcisista perverso?

 

Ritengo che sia possibile, naturalmente parlo senza dati statistici. Tuttavia, per arrivare alla perversione psicopatica, poiché la psicopatia deriva da fattori sia genetici che ambientali, credo che il narcisista patologico debba aver passato delle esperienze molto pesanti nella vita che lo hanno indotto a degenerare.

Come lo psicopatico diventa tale sia per fattori genetici che ambientali, i quali spesso si sommano, così un narcisista perverso potrebbe essere stato prima un narcisista patologico per poi prendere una deriva psicopatica.

 

  • Un soggetto patologico che prova reverenza per il carnefice resta comunque la vittima prediletta del narcisista? Oppure quest’ultimo si stanca e la sostituisce?

 

Il concetto di predilezione per la vittima del narcisista è strettamente collegato all’apporto di energia che la prima riesce a dare al secondo. Le vittime più appetibili per loro sono quelle estremamente empatiche, vitali ed energeticamente ricche. Quella che si mette a tappetino non viene mantenuta tra le prescelte perché sottomessa, lo sarà solamente se soddisferà qualche bisogno impellente del suo aguzzino. Teniamo presente che loro oggettualizzano le persone, non riconoscono l’alterità e non hanno né affettività né empatia.

Se, per esempio, il narcisista è maligno e vede sofferenza, ha bisogno di quella sofferenza per stare bene, di conseguenza tornerà sempre dalla vittima. Se invece il narcisista patologico, non maligno, ha bisogno di sesso fatto in un certo modo sceglierà e manterrà sotto il suo controllo chi possa soddisfare le sue esigenze.

Quindi dipende da cosa trova di appetibile il carnefice nella vittima. Di solito, quando i vampiri tornano dalla vittima è per completare il loro massacro, non di certo per amore, ma per continuare a nutrirsi o per completare la carneficina.

 

 

  • Fino a che punto un vampiro energetico può spingersi nella perversione e nella crudeltà per perseguire i suoi fini? Ha la concezione del limite, è capace di saziarsi?

 

A volte non ci sono limiti soprattutto quando il vampiro energetico è uno psicopatico. Pensiamo a certi serial killer che agiscono e reiterano i loro crimini nella freddezza più assoluta. Noi non ne abbiamo avuti tanti in Italia, ma pensiamo ai profili dei serial killer in America, che vengono fermati nel momento in cui vengono arrestati, per poi venire internati o giustiziati. Anche se non abbiamo avuto tanti casi sotto questo profilo, i danni che un vampiro energetico può fare sotto un tetto coniugale sono allucinanti. Ho visto donne darsi alla droga, all’alcolismo o imbottirsi di farmaci pur di mantenere il silenzio sul soggetto abusante, arrivando perfino a raccontarsi delle leggende metropolitane sul proprio carnefice. Queste sono tutte cose che portano le vittime a sopravvivere e a risolvere la dissonanza cognitiva che vivono, ossia quello stato d’animo in cui sanno che una cosa è sbagliata ma la fanno lo stesso, cercando di aggiustarla nella loro mente. È uno stato emotivo che, tra gli altri indotti dal permanere troppo in una relazione destabilizzante, può avere come risultato la perdita della ragione da parte della vittima con addirittura episodi di scissione del Sé e slatentizzazione di episodi borderline o addirittura psicotici.

 

Da questa panoramica possiamo trarre alcune conclusioni che sono le basi che Cinzia Mammoliti mette in evidenza sull’immagine del narcisista. Il narcisismo fa parte della personalità di ogni individuo perché consiste, sostanzialmente, nella presenza di ferite narcisistiche in ognuno di noi che maturiamo fin da bambini: rifiuto, abbandono, mancato riconoscimento, ecc.. Tuttavia, la natura di questo comportamento varia a seconda dei fattori genetici e ambientali che l’essere umano attraversa. Esiste, infatti, un narcisismo sano, che si accompagna a tratti di personalità particolarmente egosintonici, una buona stima di sé e competenze relazionali solide; un narcisismo patologico, che riguarda persone con un senso grandioso del sé, la percezione sia loro tutto dovuto, mancanza di empatia e anaffettività; un narcisismo perverso, derivante da disfunzioni genetiche oppure da un particolare trascorso, il quale può essere considerato come una forma di psicopatia, dato che questo narcisista ricerca il proprio benessere nella sofferenza delle persone e risulta, quindi spesso affetto, da crudeltà mentale, sadismo, mancanza di compassione e di rimorso.

Il manipolatore relazionale può essere affetto da disturbi di personalità quali il succitato Narcisismo o la Psicopatia ma può trattarsi anche di persona mentalmente sana. La sua caratteristica principale consiste nell’avere un bisogno totale di controllo sulla relazione e per averlo intrappola la sua vittima in una comunicazione tossica dalle dinamiche a dir poco destabilizzanti, in cui alterna passaggi repentini che inducono nella vittima  uno stato di malessere e di confusione tali che, se la stessa non si è in grado di mettere i paletti o di uscirne, arriverà a sviluppare gravi disturbi fisici e psichici (nel suo ultimo libro sopra citato Le parole per difenderci la D.ssa Mammoliti illustra tecniche e strategie per riconoscere la comunicazione manipolatoria e violenta e contrastarla prima ancora che si trasformi in vera e propria violenza psicologica).

La relazione patologica ha certamente trovato terreno fertile nelle norme di sicurezza emanate per far fronte all’emergenza coronavirus. L’isolamento, la convivenza forzata e l’instabilità socio-economica di questo periodo, infatti, sono stati portatori di uno stato di pressione e di stress psicologico tali che, personalmente parlando, hanno reso vulnerabili molte persone sotto diversi aspetti: una vittima, che è già abusata di suo perché costretta a subire il carnefice H24, nel tentativo di trovare in Internet una provvisoria evasione, corre il rischio di esporsi inconsapevolmente ad altre forme manipolative, in particolare quelle che si celano dietro le ideologie di piccole comunità o di singoli individui che, invece, possono arrecare ulteriori danni alla loro intelligenza emotiva.

Attraverso queste videoconferenze la criminologa ha proposto delle linee guida sui protagonisti della sua materia di studio e di come fronteggiare una situazione di questo genere. Sebbene l’ideale in primis della dottoressa sia quello di rendere le persone capaci di riconoscere subito un manipolatore e di respingerlo, il suo lavoro vuole anche spronare le vittime a trovare il coraggio di liberarsi da questa prigionia, di parlare e di chiedere aiuto ad amici, familiari o professionisti in grado di metterle nelle condizioni di rinascere dalle proprie ceneri e di riprendere in mano la loro vita.

 

Luglio 11th, 2020|

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Laureata in Giurisprudenza nel 1993 con specializzazione in Criminologia, Psicopatologia forense e Psicologia criminale mi occupo di consulenza e formazione dopo aver lavorato per molti anni con donne e minori vittime di violenza.

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