Recensione “Nella trappola di uno psicopatico” su Minerva online 27/2/18
Dopo aver scritto due saggi sull’argomento ho scelto di cambiare temporaneamente genere per rendere più fruibile una tematica ostica come quella che tratto. Il taglio narrativo, sotto forma di racconto-documento, meglio si presta a mio avviso a fare arrivare un messaggio molto importante al maggior numero di persone possibile. La violenza, soprattutto quella psicologica, è un fenomeno di portata immensa e trasversale. Riguarda tutti e ha luogo perlopiù sotto le mura domestiche o, comunque, in famiglia. Inutile far finta che sia qualcosa che non ci tocca perché tutti l’abbiamo vissuta almeno una volta nella vita. Visto il successo del precedente “Intervista a un narcisista perverso”, in cui mi sono cimentata con un nuovo stile, ho pensato di replicare adottando un’altra prospettiva della problematica, questa volta dal punto di vista di una vittima che vive la violenza in prima persona e la descrive su un diario in un crescendo delirante che la avvolge quasi senza che lei se ne renda conto.
“…….Nella Trappola di uno Psicopatico – Una storia di manipolazione affettiva è un mirabile romanzo-verità, nel quale si rimane intrappolati fin dalle prime pagine: “unputdownable”, impossibile da mettere giù, lo definirebbero nel mondo anglosassone. Scritto sotto forma di diario, del diario Cinzia Mammoliti ha saputo conservare l’accessibilità del linguaggio, l’immediatezza delle emozioni non elaborate, la disarmante sincerità con la quale ci si abbandona agli sfoghi non destinati alla lettura di terzi. Dotata di vasta esperienza, Mammoliti – specializzata in criminologia, psicopatologia forense e psicologia criminale – dà ora prova, con questa sua ultima opera, di avere le doti della romanziera.
Il personaggio di Francesca, nella quale sono condensati i tratti caratteriali di tante donne abusate incontrate dall’autrice nel corso della sua professione, e di Maurizio, sadico e manipolatore nonostante dedichi la sua vita di medico alla cura degli altri, rimarranno a lungo nella memoria del lettore. Anche perché, attraverso di loro, Mammoliti ha avuto la capacità di risvegliare in ognuno di noi i ricordi dolorosi e incancellabili delle violenze delle quali siamo stati vittime o involontari testimoni……”

Intervista “Nella trappola di uno psicopatico” su Minerva online 26/2/18
Il suo ultimo libro cosa lo differenzia dai precedenti e come è nata l’idea di realizzarlo?
Dopo aver scritto due saggi sull’argomento ho scelto di cambiare temporaneamente genere per rendere più fruibile una tematica ostica come quella che tratto. Il taglio narrativo, sotto forma di racconto-documento, meglio si presta a mio avviso a fare arrivare un messaggio molto importante al maggior numero di persone possibile. La violenza, soprattutto quella psicologica, è un fenomeno di portata immensa e trasversale. Riguarda tutti e ha luogo perlopiù sotto le mura domestiche o, comunque, in famiglia. Inutile far finta che sia qualcosa che non ci tocca perché tutti l’abbiamo vissuta almeno una volta nella vita. Visto il successo del precedente “Intervista a un narcisista perverso”, in cui mi sono cimentata con un nuovo stile, ho pensato di replicare adottando un’altra prospettiva della problematica, questa volta dal punto di vista di una vittima che vive la violenza in prima persona e la descrive su un diario in un crescendo delirante che la avvolge quasi senza che lei se ne renda conto……. (continua http://www.minervaonline.it/2018/02/26/intervista-alla-criminologa-cinzia-mammoliti/)
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