“Quando la cura si confronta con la violenza. Riconoscere, prevenire, agire”, convegno 12/5/26 a Chieti.

La violenza contro gli operatori sanitari è un fenomeno in preoccupante aumento a livello globale, configurandosi come un’emergenza di salute pubblica che compromette la sicurezza del personale e la qualità dell’assistenza. Le aggressioni, prevalentemente di tipo verbale (circa l’89%), ma anche fisico (oltre il 28%) e contro la proprietà, si verificano prevalentemente nel settore pubblico. I contesti a più alto rischio includono i pronto soccorso, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (spdc) e i servizi di emergenza territoriale. Le donne risultano tra le figure più colpite. Le cause sono multifattoriali: fattori organizzativi (carenza di personale, lunghi tempi di attesa), legati al paziente/familiare (stress, disagio socioeconomico) e carenze nei sistemi di sicurezza. Tali episodi, spesso sottostimati (specialmente la violenza psicologica), sono definiti “eventi sentinella” e hanno un impatto negativo sul benessere psico-fisico e sulla motivazione lavorativa.

 

Dalle 14.30 alle 15.30 un mio intervento sul rischio burnout del personale sanitario che subisce aggressività e violenza psicologica da parte dei pazienti, parenti e colleghi

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