Un libro che si legge tutto d’un fiato come un bel romanzo. Peccato che qui di inventato non ci sia proprio niente. Che storia racconta il suo libro?
Si tratta della storia di un uomo affetto da narcisismo perverso, uno dei più gravi disturbi di personalità che vi siano, che si racconta e spiega la sua vita e le sue relazioni in base a una rappresentazione della realtà completamente fuori dall’ordinario, quantomeno per persone normali, ammesso e non concesso che la normalità esista.
Una storia tristemente vera che narra di violenza e crudeltà mentale raccontate da chi le agisce, cercando di spiegare perché le compie.
La prima cosa evidente di questo libro è l’immagine di copertina. Cosa rappresenta e perché proprio questa?
L’immagine utilizzata vorrebbe evocare il mito di Narciso, cui si ispira il disturbo narcisistico di personalità. Narciso era un giovane bellissimo e pieno di sé che odiava l’ammirazione e l’interesse di tutti coloro che incontrava sia donne che uomini.
Un giorno la Ninfa Eco, si innamorò di lui e, respinta, ne morì dal dolore. Gli dei adirati allora, decisero di punire Narciso per la durezza con cui aveva trattato la Ninfa facendolo innamorare della propria immagine.
Fu così che un giorno Narciso, specchiandosi in una fonte d’acqua s’innamorò all’istante del proprio riflesso che dapprima tentò di abbracciare e baciare, poi, rendendosi conto che non avrebbe mai potuto possederlo, cominciò a struggersi e tormentarsi fino a morire di languore trasformandosi in un narciso, il fiore che cresce ai bordi delle fonti.
Ecco perché sulla copertina del libro c’è un uomo che si specchia. L’intento era quello di evocare il mito di Narciso, con una variante. L’immagine riflessa in questo caso è quella di un mostro, perché Paolo, il protagonista della mia storia è bello esteticamente ma brutto dentro. Solo non si capisce esattamente se se ne renda conto o meno.
(continua…..)
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