Il mio ultimo libro: Intervista per Neverland Magazine 5/16

Il mio ultimo libro: Intervista per Neverland Magazine 5/16

Cinzia Mammoliti Criminologa Scrittrice…in prima linea | Neverland Magazine By LeBastarde

Cinzia Mammoliti, una delle maggiori esperte  di manipolazione, narcisismo perverso, violenza psicologica, docente e scrittrice di successo, come nasce  il tuo terzo libro ” Intervista a un narcisista perverso “

R) Dopo aver affrontato l’argomento sotto forma di saggio, vedi i miei due precedenti “I serial killer dell’anima” e “Il manipolatore affettivo e le sue maschere”, ho ritenuto i tempi fossero maturi per un faccia a faccia con una persona reale che incarnasse l’abusante tipo che descrivo. Ritenevo importante poter raggiungere un maggior numero di persone per sensibilizzare riguardo alla problematica della violenza psicologica, anche quelle prive di strumenti e conoscenze per comprendere appieno un fenomeno di proporzioni gigantesche e drammatiche. La forma narrativa del romanzo-inchiesta mette davanti a una realtà tanto cruda quanto vera senza astrazioni teoriche o concetti difficili da recepire.

Sadici, narcisisti, anaffettivi  e manipolatori si diventa a causa di ferite narcisistiche  o vi è una predisposizione ?

R) Spesso ci sono traumi e ferite emotive alle spalle ma questa non rappresenta necessariamente la regola. Ogni caso è un caso a sé.

Tutte le persone anche le più forti  possono essere vittime di un manipolatore ?

R) Non é necessario essere persone fragili o con scarsa autostima per cadere vittime di manipolatori, basta essere semplicemente ingenue, idealiste o poco predisposte a vedere il male negli altri. Vi é poi un’altra categoria di donne predisposte a cadere che é rappresentata proprio da donne con forti componenti di narcisismo a loro volta (narcisismo spesso sano e non maligno). La relazione si trasforma allora in una sfida a chi piega l’altro e spesso finisce nel massacro.

 Qual’ è  l’atteggiamento giusto per non cadere in trappola ?

R) Conoscere bene i propri limiti e rispettarli. Ascoltare i campanelli d’allarme e le sensazioni di disagio che ne derivano. Imparare a essere autonome e prescindere da desideri di appartenenza a tutti i costi che portano inevitabilmente a fare scelte sbagliate e resistere in situazioni disfunzionali. Una relazione sana si nutre di piacere reciproco non di sofferenza e questo vale in tutti i campi (continua……)

http://www.neverlandmagazine.it/

 

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Maggio 26th, 2016|

Scritto da:

mm
Laureata in Giurisprudenza e Psicologia Clinica e della Riabilitazione, con specializzazione in Criminologia e Psicopatologia Forense e Master di II livello in Criminologia Clinica, mi occupo di consulenza e formazione in materia di violenza domestica con focus sugli abusi psicologici.

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