Mia intervista su ScrepMagazine del 13/4/20 di Angela Amendola

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Mia intervista su ScrepMagazine del 13/4/20 di Angela Amendola

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In queste “feste di Pasqua 2020 sui generis” abbiamo fatto alcune domande alla Dott.ssa Cinzia Mammoliti criminologa.

Laureata in Giurisprudenza nel 1993 e specializzata in Criminologia, Psicopatologia Forense e Psicologia Criminale lei è riconosciuta come una delle maggiori esperte nazionali in ambito di manipolazione relazionale e violenza psicologica. Com’é nata la passione per questa professione?
Il lato oscuro della mente mi affascina da sempre, da quando, ancora piccola, guardavo di nascosto dai miei genitori thriller e film dell’orrore. Ero morbosamente attratta da tutto quello che di cupo si cela nell’animo umano: malattia mentale, dipendenze, perversioni, e presi a leggere di tutto in materia fin da preadolescente. Non avevo ancora bene in mente quale percorso di studi intraprendere quando mi accorsi che nel piano di studi della Facoltà di Giurisprudenza c’erano diverse materie che avevano attinenza con l’oggetto dei miei interessi. Alla fine del percorso chiesi la Tesi proprio in Criminologia ed ebbi l’onore di laurearmi con quello che è stato uno dei più grandi criminologi italiani: Gianluigi Ponti. Il fatto di poter unire la parte giuridica a quella psicologica credo mi abbia dato una visione a tutto tondo, di gran lunga superiore reputo a quella che puoi ricevere limitandoti allo studio della Psicologia tout court e ho sentito l’esigenza, anche dopo la laurea, di continuare gli studi e approfondire sempre più. Diversi anni dopo mi si presentò l’occasione di entrare in un’equipe di lavoro come Educatrice (ai tempi non erano richieste qualifiche specifiche che oggi sono invece d’obbligo) dapprima in una casa-famiglia, poi in diversi Centri di Aggregazione Giovanile, poi nelle scuole a occuparmi prevalentemente di disagio minorile e devianza. Ho avuto la fortuna di osservare direttamente sul campo le complesse dinamiche che portano gli individui a delinquere o a sviluppare comportamenti violenti per capire che le forme di violenza più perniciose da prevenire e contrastare sono prevalentemente quelle che hanno luogo sotto le mura domestiche. Col passare del tempo ne ho fatto ulteriore oggetto di studio e nel 2009, a seguito di un’esperienza personale molto pesante, iniziai ad approfondire gli studi in materia di violenza psicologica e della manipolazione relazionale che la precede, fino ad arrivare a scrivere il libro che mi ha fatta conoscere in tutta Italia e oltre: “I serial killer dell’anima”, un identikit dettagliato del maltrattante emotivo e delle conseguenze che derivano a relazionarvici.
Secondo lei la giustizia ufficiale per la sua incapacità di condanna e pena certa, sembra dare “diritto” a una giustizia autogestita che a volte, alcuni ritengono efficace e immediata. E’ valida per lei questa considerazione?
Non ho mai pensato che la legge del taglione fosse una grande idiozia, soprattutto laddove si avverte che i propri fondamentali diritti non sono né garantiti né tutelati. D’altro canto legittimare anche solo tacitamente una giustizia autogestita potrebbe determinare conseguenze assolutamente incontrollabili ed estremamente pericolose. Più che per l’autogestione sarei per una maggiore preparazione (da rendersi obbligatoria) di coloro che occupano ruoli inerenti presa in carico, tutela e difesa delle vittime di reati. Conseguire un titolo di studio non serve a niente se non ci si continua a formare ed aggiornare per il resto della vita. Una laurea, un master, un diploma, sono semplici trampolini di lancio. Il vero approfondimento dovrebbe poi essere lasciato al singolo…ma siamo in un Paese in cui i primi tagli economici vengono fatti alla Formazione, il che la dice lunga su che voglia ci sia di avere personale qualificato e competente.
La legge sanziona gli eventi che si concretizzano nei delitti, quando lei si trova ad analizzare un assassino ne studia anche le componenti psicologiche. Quanto incidono nella valutazione della pena da parte dei giudici?
Dipende molto dal tipo di reato e di contesto. Io lavoro molto con il reato di maltrattamenti in famiglia, lo stalking, la circonvenzione d’incapace e la riduzione in schiavitù. Difficilmente con l’omicidio. Mi sono, invece, capitati casi di istigazione al suicidio. I miei pareri sono osservazioni tecniche che arrivano ai giudici (come consulenze tecniche di parte) con l’obiettivo di chiarire dinamiche contorte e perverse che stanno alla base di relazioni basate sulla violenza. Le persone che analizzo io di solito non arrivano a commettere omicidi fisicamente intesi. Sono soggetti che distruggono l’anima, la dignità e l’integrità della controparte, pezzo per pezzo. Più difficili da rintracciare e stanare anche perché occupano spesso ruoli insospettabili. Sotto questo profilo il giudice che si avvale di una mia osservazione tecnica e magari non conosce compiutamente il diritto penale familiare può sicuramente essere coadiuvato nel prendere la decisione.
Cinzia lei è ritenuta una delle maggiori esperte in ambito di manipolazione nelle relazioni e nel narcisismo perverso. Come mai ha scelto questo ambito?
Come accennavo prima è stata principalmente una brutta esperienza personale a condurmi a studi estremamente specifici. Nel tentativo di comprendere quello che mi stava succedendo in una relazione con quello che si sarebbe poi rivelato un soggetto psicopatico, mi supportavo con letture di tutti i tipi perlopiù di Autrici straniere dato che in Italia sull’argomento c’era poco o nulla. Il Professor Brunelli, Umberta Telfener e Sandra Filippini. Non riuscivo a venire fuori da quell’incubo e così ho iniziato a mettere per iscritto tutto quello che osservavo e mi succedeva e ne è magicamente venuto fuori “I serial killer dell’anima”, dico magicamente perché non avrei mai potuto prevedere l’impatto che questo libro avrebbe potuto avere sulla mia vita e su quella di migliaia di persone. Non avevo mai scritto libri fino ad allora, ho incontrato Antonio Monaco, delle Edizioni Sonda, che mi ha dato fiducia totale e ne è nato quello che reputo il mio miglior lavoro (continua).

https://screpmagazine.com/incontro-con-la-criminologa-cinzia-mammoliti/?fbclid=IwAR2q6FBdmmDRTc-N6sP4JH4Nx2sU4pwTqNcwY8q8aY2Omgjgnx_HudvuCnk

Aprile 13th, 2020|

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Laureata in Giurisprudenza nel 1993 con specializzazione in Criminologia, Psicopatologia forense e Psicologia criminale mi occupo di consulenza e formazione dopo aver lavorato per molti anni con donne e minori vittime di violenza.

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