LO PSICOPATICO
A proposito dell’ultimo libro della criminologa Cinzia Mammoliti
“Teso all’inverosimile, con una violenza più suggerita che mostrata, ma le scene crude non mancano, NELLA TRAPPOLA DI UNO PSICOPATICO è il perfetto compendio di tutto ciò che un romanzo di qualità in ambito criminologico dovrebbe avere. Tagliente come una corda di violino e con epilogo da brividi, il libro vive di un’intensità rara ben espressa, che lascia il giusto spazio alle psicologie dei personaggi e trasuda una costante inquietudine smorzata soltanto dallo sprezzante epilogo.
Scelta fondamentale è stata quella della protagonista femminile, e le diverse scene nelle quali Francesca si ritrova al centro, osservata da membri dell’altro sesso con una sorta di velata cupidigia, aumentano a dismisura la già forte empatia col personaggio. Una claustrofobia interiore che vive nelle speranze della giovane insegnante , mandata al macero senza pietà per fini superiori, in questo caso incarnati dalla follia di un cane sciolto .
Ma qui la vera bestia non è solo l’uomo: Francesca e Maurizio,due volti di una stessa medaglia, due simili eppur diversi figli degenerati del mondo moderno.
Nel loro quid pro quo che si ripetono costantemente, nello scambio continuo non solo di informazioni, ma delle loro anime. La Mammoliti sceglie il ruolo del demiurgo che modella, trasforma, il soggetto/oggetto che ha davanti.
Francesca non è passiva, è conscia della manipolazione in atto.
Si trasformerà da recluta inesperta in cacciatrice,da Cappuccetto Rosso a Diana, da favola a mito.
NELLA TRAPPOLA DI UNO PSICOPATICO è il quinto libro della criminologa Cinzia Mammoliti.
La sua penna fa del narcisista manipolatore un’icona dell’immaginario collettivo e trasforma nei suoi testi la figura del mostro.
Ne fa un essere viscido e invisibile, un giovane insicuro e incestuoso prodotto di un amore materno deviato; il mostro è colto, intelligente, forte, gentile, determinato.
La scrittrice riesce a rendere reale un personaggio che racchiude il Male allo stato puro e allo stesso tempo è pieno di fascino, restando quasi sempre in posizione immobile e lavorando solo sullo sguardo, sulle emozioni del volto. Il lettore ne ha paura, ma allo stesso tempo ne è attratto, in un gioco dicotomico di repulsione/attrazione che dona una certa longevità al personaggio. Oggi non si può immaginare, scrivere, pensare di assassini seriali senza riferirsi al personaggio del narcisista,sia nella finzione sia nella vita reale.
L’importanza del lavoro della Mammoliti, e la sua pervasività, nel tempo e nello spazio, si capiscono da come il lettore venga colpito e annichilito: parla non solo alla mente, ma anche al suo cuore, alla sua pancia, lo denuda nell’intimo. Leggere “NELLA TRAPPOLA DI UNO PSICOPATICO” è come osservare dentro se stessi, negli abissi della propria anima. R.D.”

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