Lettera di una figlia a una madre psicopatica…di una mia cliente 16/4/24

Cara mamma

Sono certa che non capirai queste parole perché purtroppo non ti è stato dato il dono dell’ empatia, ma servono a me per liberarmi dalla rabbia che provo proprio per il mancato riconoscimento da parte tua del male che mi hai fatto. Un giorno mi hai detto: “Sarebbe stato meglio se non fossi nata, sei solo un peso per me”….e dentro qualcosa mi si spezzò per sempre. Non può una madre dire una frase così a una figlia, nemmeno nel momento di maggiore rabbia…non dovrebbe farlo mai.
Sei stata bravissima a farmi diventare una dipendente affettiva, proprio come il babbo, Rosanna si è apparentemente salvata ma so che combatte anche lei con i suoi mostri.
Devi sapere che all’ombra della propria madre nessun figlio cresce.
Tra senso di colpa e bisogno di riparare, un bambino indifeso non capisce perché sta sempre male, fa fatica a sentirsi indipendente e vive in un estenuante stato di allerta per la paura costante di sbagliare e della punizione che arriverà.
Mi sono sentita tutta la vita sbagliata, fuori dal coro, inadeguata, senza un confine tra la mia vita e la tua, sempre invischiata tra le maglie del giustificazionismo. Ma giustificarmi di cosa? Di vivere.. ho bisogno del tuo permesso per vivere..
Ho sempre paura di ferirti e di deluderti, e che il mio legittimo bisogno di autonomia sia scambiato ancora come ribellione e quindi punito.
Io ho solo bisogno di amare in libertà, di andare dove voglio e con chi voglio, di scegliere tutto quello che mi piace senza sentirmi sempre in colpa. Insomma, ho bisogno di diventare solo me stessa.
Perché posso dire in tutta sincerità che io a 47 anni ancora non so chi sono ..
Se continuerai a farmi esistere nel modo che dici tu, farò un’immensa fatica per trovare la vera me.
Mamma, posso farti una domanda? Per essere amati, non dobbiamo mai disattendere le aspettative degli altri, giusto?
Perché tutta la vita mi sto allenando in questo e sento di essere meritevole di affetto, solo se assecondo tutti in tutto.
Devo dimostrati di essere la migliore, come segno di gratitudine per avermi messa al mondo ma poi mi chiedo, ti ho chiesto io di venire al mondo? NO!
A volte provo anche tanta compassione quando penso al tuo modo di “amare” ed a come hai condotto e conduci la tua vita perché sono certa che non ne sei consapevole nemmeno te ..e allora penso che il perdono sarebbe l’unica via di liberazione ma non sono ancora pronta purtroppo.

Spero di fare pace un giorno con la parola “madre”, quella parola che quasi sicuramente non sentirò mai rivolgere a me .. prego solo con tutte le mie forze che tutto ciò che ho in qualche modo “sacrificato” nella mia vita un giorno avrà un senso e mi porterà a nascere di nuovo

 

Aprile 16th, 2024|

Scritto da:

mm
Laureata in Giurisprudenza e Psicologia Clinica e della Riabilitazione, con specializzazione in Criminologia e Psicopatologia Forense e Master di II livello in Criminologia Clinica, mi occupo di consulenza e formazione in materia di violenza domestica con focus sugli abusi psicologici.

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