Sta per partire con Global Humanitaria Italia Onlus (http://www.globalhumanitariaitalia.org) il progetto “La violenza psicologica uccide Fermiamola ora!”.
La violenza fisica, ma soprattutto quella psicologica, rappresenta un costrutto ampio e complesso che va oltre lo stereotipo di donna/vittima – uomo/carnefice. Contrariamente all’immaginario collettivo e al rinforzo mediatico di questo stereotipo, il ruolo di vittima riguarda sia donne che uomini e bambini di entrambi i sessi.
Questo significa che forse é giunta l’ora di parlare di VIOLENZA IN GENERE più che di VIOLENZA DI GENERE anche per poter ampliare l’ambito di tutela.
Il progetto si concretizzerà con la creazione di un vero e proprio network sul territorio lombardo, piemontese e ligure, che sia in grado di riconoscere e di conseguenza fornire gli strumenti, adeguati e necessari per fronteggiare i diversi casi di violenza psicologica.
Questo può avvenire attraverso:
- la selezione e formazione di un gruppo di consulenti con l’obiettivo di strutturare un team di esperti in grado di ascoltare e adeguatamente indirizzare le persone abusate psicologicamente a strutture o a professionisti competenti in varie aree operative: Forze dell’Ordine, Avvocati, Psichiatri, Psicoterapeuti, Operatori di
Centri Antiviolenza, Consulenti tecnici etc etc. - Creazione di un database contenente indirizzi e recapiti di professionisti realmente esperti in materia di violenza psicologica e interessati a collaborare con noi;
- Attivazione di un numero telefonico dedicato .

I nostri obiettivi:
– Favorire l’emersione del fenomeno della VIOLENZA PSICOLOGICA,
prescindendo da stereotipi di genere, per contribuire all’abbassamento della cifra oscura, quella parte di criminalità, cioè che non emerge o perchè non denunciata o perchè addirittura non riconosciuta. Se detta cifra è, ordinariamente, molto alta quando le vittime sono donne, ancor di più lo è quando la vittima è di sesso maschile o si tratta di minori;
– Favorire il riconoscimento della VIOLENZA PSICOLOGICA, e delle varie forme che può assumere, da parte delle vittime, o potenziali tali, e degli operatori del settore attraverso un percorso formativo e informativo finalizzato a fornire tecniche e strumenti utili a contrastare il fenomeno;
– Favorire il recupero di vittime che abbiano subito danni di qualsiasi natura derivanti dall’abuso protratto attraverso il supporto di una rete di specialisti, dalle differenti professionalità e altamente competenti in materia, operanti su tutto il territorio nazionale;
– Prevenire la vittimizzazione secondaria, quella “condizione di ulteriore sofferenza e oltraggio sperimentata dalla vittima in relazione ad un atteggiamento di insufficiente attenzione, o di negligenza, da parte delle agenzie di controllo formale nella fase del loro intervento, che si manifesta nelle ulteriori conseguenze psicologiche negative che la vittima subisce.
Si tratta del cuore di questo progetto perché in Italia mancano statistiche attendibili in materia e la cifra oscura concernente il fenomeno della vittimizzazione secondaria potrebbe essere di proporzioni gigantesche dato che spesso la vittima stessa non é consapevole di quel che subisce sia per mancata conoscenza della legge che per incapacità di valutare la serietà e professionalità di chi dovrebbe assisterla .


La cosa drammatica e’ la mancanza di preparazione delle stutture pubbliche. Io mi sono rivolta ad una asl dove una psicoterapeuta mi ha persino rimproverata per la rabbia che provavo. Era lontana anni luce dal dare supporto ad una donna spventata da atteggiamenti folli, sola e con una bambina da rassicurare. Sono stata colpevolizzata pet aver chiesto la separazione e inviata da un sacerdote