La tragica fine di Simona Cinà: il giallo della piscina di Bagheria

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… ” Cinzia Mammoliti, criminologa e psicologa clinica, ha sollevato anche altre questioni: “Negli ultimi anni tanti sportivi sono morti per malori improvvisi. Ma c’è anche un altro fattore, emerso da una rettifica trasmessa agli organi di stampa da parte della Procura: il corpo della ragazza giaceva in fondo alla piscina, distante dalla festa e in una zona oscura e poco visibile. Quindi è ritenuto possibile che non si siano accorti dell’accaduto, proprio perché la zona era isolata. Pensiamo a un malore, ma non possiamo escludere che Simona sia morta durante i tentativi di rianimarla. Senza i risultati degli esami tossicologici non possiamo dirlo. Al momento non riesco a vedere dolo, penso piuttosto si sia trattato di un incidente. Però le forze dell’ordine hanno sequestrato telefonini, bottiglie, bicchieri, pensando di congelare gli elementi per potenziali prove e indizi. Leggendo tutto, fa pensare subito a un malore: a quel punto, se verrà fuori che è stato causato dalla droga dello stupro, saranno decisive le testimonianze per ricostruire tutto, ma trovo che possano essere interessanti anche gli esiti radiologici”.

Proprio sulle testimonianze dei presenti, ritenute collaborative da parte degli inquirenti, Cinzia Mammoliti ha aggiunto che “diversi fattori sono intervenuti: lo choc, la paura di essere accusati di qualcosa non commesso, il senso di colpa di essere in stato di alterazione mentale quando succede una cosa così e hai bevuto tanto”.