Se ne sente parlare sempre più spesso, il caposaldo in materia fu il famoso libro della Norwood “Donne che amano troppo”, ci cascano in tante anche se apparentemente forti e dotate di personalità.
Ma cos’é in realtà una dipendenza affettiva ?
Quando sentiamo parlare di dipendenza il nostro pensiero corre subito alle droghe. Eroina, cocaina, hashish, ma anche alcool e nicotina rappresentano le tradizionali sostanze di cui si rischia di non poter più fare a meno quando si inizia ad abusarne.
Ci sono poi internet, il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, il cibo e tanti altri strumenti e comportamenti che si prestano a creare sudditanza psicologica ogniqualvolta si cercan di compensare quei profondissimi vuoti esistenziali che sempre più caratterizzano la nostra era.
Anche le relazioni interpersonali possono determinare dipendenza, in una maniera un pò sui generis rispetto ad altre droghe, ma gli effetti che determinano sono assolutamente simili a quelli prodotti da quest’ultime.
Si parla allora di dipendenza affettiva, quella che una persona (donna o uomo) vive quando:
– focalizza la maggior parte del suo tempo e delle sue energie sulla relazione o sulla ricerca di un/una partner e impiega molte risorse per rispondere alle sue aspettative ed ottenerne il consenso;
– non riesce a concepire la propria vita senza un compagno/a e vive spesso relazioni disfunzionali e/o di incuria-maltrattamento accontentandosi di briciole pur di non rimanere sola/o;
– è più predisposta a dare che a ricevere prestandosi facilmente allo sfruttamento materiale, economico o sessuale da parte del/la partner;
– ha difficoltà a crearsi spazi propri e vivere autonomamente sviluppando propri hobbies, interessi e attività;
– manifesta ipersensibilità e reattività fuori luogo a fronte di atteggiamenti e comportamenti del compagno/a che sono spesso frutto di errata interpretazione;
– non riesce a porre termine alla relazione anche quando questa degenera in maltrattamento e/o violenza vivendo come insopportabile il pensiero dell’abbandono.
– manifesta, alla fine di ogni relazione, un profondissimo disagio psico fisico paragonabile a una sindrome vera e propria accompagnata da stati d’ansia, depressione, insonnia, disturbi alimentari fino a vere e proprie idee suicidarie.
Spesso questo problema affonda le radici in un’infanzia problematica caratterizzata spesso dalla presenza di genitori (o almeno uno) affettivamente inidonei . Anaffettività, abbandoni, mancati riconoscimenti, svalutazioni, denigrazioni e altro possono essere stati alla base o aver concorso a determinare una personalità affettivamente dipendente.
Cosa fare allora quando ci si accorge di soffrire di dipendenza affettiva ?
Innanzitutto prendere atto dell’esistenza di un problema é già risolverlo a metà.
Se il malessere é troppo grave è meglio evitare di provare da soli e rivolgersi invece a professionisti del settore che siano in grado di fornire un supporto terapeutico o gruppi di auto mutuo aiuto entro cui affrontare un percorso di liberazione attraverso il confronto e lo scambio esperienziale
A tal proposito ripartiranno da ottobre 2015 i gruppi da me guidati con la D.ssa Lucia Portella – www.luciaportella.it – forti dell’esperienza dei mesi scorsi in cui sono stati avviati 4 gruppi composti ciascuno da 4 donne che hanno potuto ricominciare, attraverso un percorso durato 7 o 8 sedute, a essere padrone della propria vita.
Per info contattare dal 2 settembre:
D.ssa Lucia Portella 3473683160
email psicoterapia@luciaportella.it
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