La corsa all’uomo aumenta il narcisismo maschile

Dottoressa Mammoliti non crede che  l’opera di contrasto alla violenza sulle donne debba accompagnarsi a un generale rafforzamento della coscienza femminile, nel senso che la donna dovrebbe prima di tutto imparare a sentirsi realizzata anche senza la presenza di una figura maschile accanto?

Assolutamente sì. Uno dei problemi strettamente correlati alla dipendenza affettiva, che la stragrande maggioranza delle volte sta alla base dei fenomeni di violenza psicologica, riguarda proprio l’incapacità di molte donne di realizzarsi e vivere autonomamente prescindendo dalla presenza di un uomo. E’ tale il bisogno fusionale e di appartenenza di molte che piuttosto che rimanere da sole preferiscono avere accanto soggetti maltrattanti o comunque negativi.

Ci sta dicendo che la dipendenza affettiva è legata alla sensazione di inadeguatezza conseguente alla mancanza di un “ruolo”, che sia quello di madre, di moglie o di compagna. Smontare questa costruzione è molto complesso: è una mentalità formatasi attraverso secoli e secoli di storia. 

Credo che, per quanto riguarda principalmente il mondo femminile, si tratti del male dei nostri giorni che affonda le proprie radici sicuramente nel passato e, soprattutto, nel ruolo svolto dall’educazione. Nasciamo programmate per accoppiarci, procreare e realizzarci nella coppia e nella famiglia, anche laddove vi siano famiglie emancipate ed evolute questa sorta di atavico programma viene trasmesso di generazione in generazione e si installa fin dentro le nostre cellule. Ecco perché é così difficile smontarlo. Dovremmo tutte quante deprogrammarci. Io l’ho fatto (continua)

http://relazionipericoloseblog.com/2015/12/17/mammoliti-la-corsa-alluomo-aumenta-il-narcisismo-maschile/

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