Perversioni relazionali: sunto quarto incontro di ottobre 2021 con Claudia Baldini sul magazine l’Arte del comunicare

La comunicazione manipolatoria: la principale arma utilizzata per controllare la relazione
La principale arma utilizzata dai manipolatori per controllare la relazione è la comunicazione che si caratterizza per essere destabilizzante.
Il processo comunicativo ordinariamente utilizzato tra emittente e destinatario del messaggio è molto diverso da quello che ha luogo nella comunicazione manipolatoria, poiché tutti gli elementi sono sovvertiti.
Anche il linguaggio non verbale mira a destabilizzare. I manipolatori sono molto abili nell’utilizzare il cosiddetto double bind (doppio legame). Si tratta di un concetto psicologico elaborato dall’antropologo e psicologo Gregory Bateson in base al quale laddove c’è una relazione emotivamente significativa, si forniscono due messaggi opposti su due piani diversi: verbale e non verbale.
Dalla comunicazione manipolatoria che si caratterizza anche per menzogna, aggressività, ambiguità, vaghezza, è facile passare alla violenza psicologica. Questa costituisce un vero e proprio attentato al sistema identitario attraverso umiliazioni, denigrazioni, svilimenti, minacce, ricatti psicologici, insulti, ecc. Uno strumento estremamente manipolatorio è poi il silenzio che viene usato verso l’altro per togliergli ogni punto di riferimento. Si tratta di un vero e proprio mezzo di tortura psicologica che ferisce più di altri perché nega non solo l’importanza ma l’esistenza stessa di chi lo subisce. Dà a chi lo esercita un senso di potenza e controllo, a chi lo patisce di totale impotenza e frustrazione.
Occorre difenderci da chi ci riserva questi trattamenti utilizzando le stesse identiche armi.
Quando tornano (perché tornano sempre per completare l’opera), sarebbe sano e funzionale per noi sparire; o, quantomeno, imparare a contro manipolare laddove una sparizione definitiva risulti impossibile.
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