“La bellezza si ammira…il fascino incanta e seduce” mia intervista per Mobmagazine del 25/8/25 di Daniela Cavallini
Amiche ed Amici carissimi, l’intervista che segue trae spunto da una riflessione pubblicata dalla Dott.ssa Cinzia Mammoliti – Criminologa e Psicologa Clinica –, nonché cara Amica che ho più volte intervistato.
“Ci sono donne ancora convinte di poter far innamorare un uomo partendo dal letto, manifestando un’iper disponibilita’ sessuale che contempli qualunque tipo di prestazione da film porno.
Penso sia tipico di chi non possieda una grande stima di sé e punti manipolativamente sul piano fisico, un po’ come quelle/i che dedicano la propria vita a coltivare l’immagine, l’estetica e non il cervello. Non credo invece esista al mondo parte più eroticamente stimolante dello stesso.
Se fossero di più le persone disposte a coltivarlo sono convinta che la qualità della vita sessuale di tutti migliorerebbe nettamente.” Cinzia Mammoliti
Daniela Cavallini:
Carissima Cinzia, quando si dice l’abilità di sintetizzare in un post varie caratteristiche ascrivibili ad alcune personalità femminili con inerenti induzioni in comportamenti agìti ai danni di se stesse. Grazie per la tua disponibilità nell’approfondire con me il tema, precisando che il contenuto dell’intervista è scevro da qualsivoglia forma di moralismo.
Dott.ssa Cinzia Mammoliti:
Eccomi con tutto il piacere di trattare con te le varie manifestazioni comportamentali causate da disturbi riconducibili ad un unico denominatore comune: il disagio psicologico determinato dal non avere accanto un uomo.
Dipendenza affettiva, mancanza di obiettivi concreti e di reali interessi, senso di inadeguatezza, competitività e incapacità di pensiero autonomo, stanno alla base di tutta una serie di comportamenti disfunzionali che rendono migliaia di donne ancora dipendenti dalla figura maschile e dalla necessità di avere accanto chiunque pur di non sentirsi sole. Questo a prescindere dall’età, dal grado di istruzione e dal ceto sociale come ho avuto modo di illustrare in uno dei miei libri in materia: “Donne che si amano poco…e come possono amarsi di più”.
Siamo purtroppo ancora schiave di un ancestrale retaggio che vuole che la donna, per sentirsi veramente realizzata, debba necessariamente avere accanto un partner che in qualche modo la accudisca e che dia un senso alla sua vita. Ancora oggi, soprattutto in Italia, la donna single è vista con un certo scetticismo e di lei si pensa che è sfortunata o inadeguata, forse un po’ squilibrata, nella migliore delle ipotesi lesbica. Se poi esteticamente non è neanche piacente o è già avanti con gli anni i pregiudizi aumentano.
Daniela Cavallini:
Un quadro spaventevole…
Dott.ssa Cinzia Mammoliti:
Certamente! A cui si aggiunge l’atavica coscienza collettiva che nei confronti della donna tutt’oggi antepone a qualunque altro valore la bellezza fisica, onde evitare l’onta dello scarto, l’orribile fine cui è destinata colei che, rea di non rappresentare il soddisfacimento dei canoni estetici socialmente “imposti” e perlopiù irraggiungibili, cade nella pericolosa spirale della mancanza di autostima da cui derivano inevitabilmente tutta una serie di conseguenze.
Innanzitutto una fragilità di fondo che rende la donna facilmente manipolabile e soggiogabile. Sono numerosissimi, invero, i casi nei quali mi imbatto con la mia professione, di donne che vengono abusate sia fisicamente che emotivamente per anni proprio perché completamente prive di autostima e insicure.
Trattasi spesso di donne affette da dipendenza affettiva, un disturbo non ancora riconosciuto dal DSM-5 e rientrante tra le cosiddette new addiction che consiste nel bisogno estremo di avere a disposizione un partner da cui poter dipendere sia sotto il profilo fisico che psicologico
Ed ecco allora che scattano comportamenti di attaccamento morboso anche a fronte di brevi conoscenze, atteggiamenti vittimistici che si alternano ad altri persecutori, pensieri ossessivi e fantasie morbose rispetto all’effettiva consistenza e al reale andamento della relazione.
Il centro dei pensieri della dipendente affettiva è l’altro e il rapporto che li lega ed è disposta a tutto pur di evitare la cosa che la terrorizza più di ogni altra al mondo: l’abbandono che, paradossalmente, si va poi ad autodeterminare proprio con quegli stessi atteggiamenti posti in essere con l’intento di evitarlo.
Non di rado, a fronte dell’abbandono di lui, accade che la dipendente affettiva non sia in grado di riconoscersi alcuna responsabilità inerente la sua opprimente possessività, pertanto, convinta di aver donato tutta se stessa ad un farabutto che l’ha respinta, diviene preda della disperazione.
La disperazione, talvolta causa un atteggiamento di chiusura, espresso con il rifiuto verso gli uomini e l’amore, oppure, non di rado, esaspera l’innesco di innumerevoli frequentazioni sessuali, ogni volta elargite per ricevere un momento di surrogato d’amore, alla stregua di una droga.
Purtroppo è noto che la dipendente affettiva costituisce una vera e propria calamita per i narcisisti (cui, riserverò una specifica intervista interamente dedicata) e il rischio di instaurare all’infinito rapporti malsani è decisamente elevato.
Mancanza di autostima e dipendenza affettiva sono poi strettamente correlate alla cosiddetta manipolazione mediatica, che attraverso messaggi subliminali, costantemente dispensati tramite televisione, social e riviste patinate, trae enormi guadagni dall’indottrinamento relativo all’inaccettabilità delle imperfezioni estetiche.
Come scrisse nel suo meraviglioso libro “Il corpo delle donne” Lorella Zanardo, il diktat imperante oggi è costituito da bellezza-snellezza-giovinezza e chi non vi risponde ne risulta inesorabilmente tagliata fuori.
Ed ecco spiegata la nevrastenica corsa alla chirurgia estetica che altro non fa che arricchire le tasche dei chirurghi e alimentare l’industria della cosmesi e del benessere. Io non condanno tout court i ritocchini equilibrati e sensati ma mi rifaccio a quei grotteschi e macroscopici interventi che trasfigurano integralmente i connotati di quelle poverette costrette ad inseguire forsennatamente un tempo che non tornerà più……
(continua)
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