Il manipolatore affettivo e le sue maschere

Esce il mio nuovo libro: Il manipolatore affettivo e le sue maschere: l identikit dei dieci manipolatori relazionali più pericolosi e come neutralizzarli, ed.Sonda.

Criminologa, esperta di formazione, scrittrice e, soprattutto per noi docente ed amica della UetCinzia Mammoliti in libreria con il suo secondo saggio.A meno di due anni dall uscita del suo primo libro I serial killer dell anima, Cinzia ha pubblicato un nuovo lavoro, un vero e proprio manuale per riconoscere ed identificare dieci maschere, dietro alle quali si nascondono dieci tipologie di manipolatori relazionali.Il volume non si limita alla classificazione ma  offre anche dei consigli e degli spunti per riconoscere i manipolatori e quindi prevenire la violenza sulle donne.
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Ed é proprio sull importanza della prevenzione che Cinzia Mammoliti punta il suo lavoro. Da anni si impegna a portare in giro per l Italia un progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere, attraverso la progettazione di percorsi formativi e la partecipazione a convegni conferenze, seminari e workshop.Il libro é strutturato in dieci storie, dieci racconti di donne diverse, tutte vittime dei propri uomini. Qual é l identikit della vittima dei manipolatori seriali?Chiunque purtroppo può cadere in balia di un manipolatore seriale. Non c é età , livello culturale o sociale che salvaguardi da questi soggetti. Le donne maggiormente predisposte sono quelle che si caratterizzano per una sorta di purezza o ingenuità che le porta a non vedere il male gratuito, quelle che credono nell amore a tutti i costi e che hanno un profondo desiderio di appartenenza.Lei identifica ed analizza dieci maschere del manipolatore affettivo. Quanto può essere importante riconoscerle?

Riconoscere aiuta a prevenire i danni certi che derivano puntualmente da una relazione con questi soggetti estremamente pericolosi perché anaffettivi ed egoriferiti. Per ogni maschera identificata indico i relativi campanelli d allarme troppo spesso deliberatamente ignorati dalle donne che vogliono una storia a tutti i costi e che non conoscono i propri limiti di tolleranza in una relazione.

Uet_MammolitiNel suo libro ci parla della vittimizzazione secondaria, di cosa si tratta?

Si tratta di quel fenomeno che rende le vittime tali per una seconda volta dopo l abuso subito, a causa delle modalità con cui spesso vengono trattate dalle strutture e dagli organismi  che dovrebbero essere preposti alla loro tutela: Forze dell ordine e operatori del sistema giudiziario, sanitario e sociale spesso non adeguatamente preparati per fornire un effettivo aiuto.

A questo proposito individua, alla fine del libro, una serie di indicatori di possibile violenza psicologica nella vittima per aiutare gli operatori del settore a comprendere i segnali  che dovrebbero fare allertare. Di che si tratta?

La prova della violenza psicologica é sempre difficile perché non lascia segni tangibili ma lacera dentro e sappiamo bene che senza prove concrete nel nostro ordinamento non si può procedere contro il reo. Attraverso la lettura della comunicazione non verbale e una serie di indicatori emotivi, cognitivi e comportamentali si può capire molto di quel che ha vissuto davvero una persona abusata.

Cosa l ha spinta a scrivere di questi argomenti?

Un profondo senso della giustizia e il relativo desiderio di far venire allo scoperto la tipologia di criminale maggiormente diffusa ma troppo spesso occultata e protetta da un sistema che ha fatto della prepotenza, del narcisismo e dell arroganza i propri valore cardine. Per me questi son sempre stati e resteranno sempre disvalori, quindi ho deciso di denunciarli pubblicamente e, dato il seguito che i mie scritti stanno avendo, credo di aver dato risposta a un’esigenza collettiva.