Dipendenza affettiva e violenza psicologica trattati da due Autori in maniera diversa ma neanche troppo
http://www.piegodilibri.it/monday-breakfast/letture-consigliate-per-cuori-spezzati/
I protagonisti del libro di Cinzia Mammoliti presentano …..tutti personalità infantili. “I serial killer dell’anima” (Sonda Edizioni) analizza quelle relazioni sentimentali in cui non sussiste un rapporto paritario, basato sul rispetto reciproco dei bisogni dell’altro e dei propri, bensì un rapporto distruttivo tra vittima e carnefice.
Quest’ultimo mira all’annientamento dell’altro attraverso la manipolazione, l’umiliazione e l’oppressione. Il carnefice è come un “bambino” che
“Vive nella manifestazione della propria importanza, manifesta un egoismo profondo e il costante bisogno, come abbiamo visto, di essere apprezzato, adulato e ammirato. Si comporta come se esercitasse una sorta di potere assoluto sul mondo intero attendendosi dagli altri amore, attenzione, tempo ed energia che non è minimamente in grado di ricambiare, poiché nella sua alterata percezione di sé tutto gli è dovuto”.
Il narcisismo perverso è un disturbo diagnosticabile fino al 4% della popolazione dei paesi capitalistici occidentali (fonte: American Psychiatric Association) e mi sono sentita in dovere di sensibilizzare uomini e donne (perché bisogna smetterla di pensare che solo il sesso femminile ne sia vittima) menzionando questo libro che, grazie alla professionalità e preparazione della sua autrice, descrive con cura i tratti caratteriali, gli atteggiamenti non verbali, le tecniche seduttive di questi manipolatori e manipolatrici.
Lo stile pacato di Cinzia Mammoliti non risparmia parole spietate nei confronti di questi individui, i quali non possono sperare in un miglioramento; l’unica soluzione, quindi, consiste nel chiamarsi fuori dai giochi prima che sia troppo tardi o crescere, come suggerisce Giulio Cesare Giacobbe.
Perché tra vittima e carnefice (e adesso chiamo in causa un altro grande conoscitore della psicologia umana, Bert Hellinger, vedi alla voce: costellazioni familiari) non c’è poi tanta differenza. Se c’è un carnefice è perché c’è una vittima pronta a sacrificarsi………(continua, apri link )


Scrivi un commento