Le recenti pronunce giudiziarie delle Corti di Genova e Bologna in merito ai femminicidi commessi evidenziano come il diritto positivo italiano stia evolvendo verso un diritto più emotivo, che difficilmente sembra rinunciare allo strumento dell’attenuante per definire l’idoneità della persona al reato commesso. Un approccio che, però, non sembra essere riconosciuto dalla maggior parte dei cittadini e dai familiari delle stesse vittime, i quali si sentono inermi e spaesati di fronte a questa nuova sensibilità giudiziaria. Affaritaliani.it ne ha parlato con la criminologa Cinzia Mammoliti.

Il suo commento su quanto scaturito dalle sentenze delle Corti di Bologna e Genova in merito ai femminicidi commessi. La famosa “tempesta emotiva”

“Quello della “tempesta emotiva” è un concetto che riporta al dispositivo del nostro codice penale inerente gli stati emotivi passionali, che secondo il nostro legislatore non potrebbero né diminuire, né escludere l’imputabilità. Ciò a meno che non si concretizzino in un vero e proprio stato patologico, disarmante e ingestibile per chi lo vive, credo si intenda questo per “tempesta emotiva”, una situazione di temporanea “follia” determinata da una mescolanza di emozioni violente e incontrollabili. Come può accadere, per esempio, nel raptus, momento in cui il controllo degli istinti può essere precluso e condurre ad azioni violente e imprevedibili. E pensare che c’è chi ne nega l’esistenza…” continua……http://www.affaritaliani.it/costume/revenge-porn-come-uno-stupro-la-criminologa-cinzia-mammoliti-ad-affari-594089.html