14 07, 2017

Contro la violenza sulle donne c’è una sola soluzione: la cultura del rispetto. Mia intervista su Gioia 14/7/17

Luglio 14th, 2017|

Contro la violenza sulle donne c'è una sola soluzione: la cultura del rispetto Il femminicidio si può prevenire. E c'è chi lavora intensamente perché una nuova cultura delle relazioni improntata sull'educazione alla parità di genere si sviluppi sempre di più. L'associazione Global Humanitaria Italia Onlus circa un anno fa ha creato il progetto «La violenza psicologica uccide. Fermiamola ora!», con un numero di telefono antiviolenza psicologica (848 808 838) che mette a disposizione delle vittime tutor esperti e specialisti come psicologi, avvocati e psicoterapeuti. L'obiettivo è creare un network di sostegno (dedicato a donne, uomini e bambini) sempre più esteso a partire da Lombardia, Piemonte e Liguria. L'opuscolo dell'associazione lo scrive a chiare lettere: «Spesso la violenza fisica e l'omicidio sono solo l'ultimo stadio di un percorso che ha origine sempre dalla [...]

12 05, 2017

Amare é rispettare incontro coi giovani a Piacenza il 26/5/17

Maggio 12th, 2017|

NG_18_05_2017_03 (articolo sul Nuovo Giornale di Piacenza del 18/5/17) a cura di Barbara Sartori   Amare_Rispettare_CinziaMammoliti AMARE E'RISPETTARE  incontro coi giovani a Piacenza Quando la prepotenza, l’arroganza, la gelosia e la mania di controllo diventano violenza Interviene Cinzia Mammoliti Esperta in criminologia e formazione Autrice di “I serial killer dell’anima”, “Il manipolatore affettivo e le sue maschere”, 26 maggio 2017 ore 21 Salone Oratorio parrocchia San Vittore Piacenza, via Braille-via Perfetti   http://www.ilpiacenza.it/eventi/amare-rispettare-cinzia-mammoliti-besurica-26-maggio-2017.html

8 05, 2017

In uscita il mio nuovo libro: “Perchè l’amore è una favola (basta esserne convinte) “

Maggio 8th, 2017|

Sono spesso le false credenze e le aspettative femminili la causa prima delle sofferenze in amore. Le donne particolarmente romantiche e sognatrici tendono a vedere cose fantastiche dove non ce ne sono e a proiettare su ipotetici principi azzurri i loro sentimenti e desideri. Raccontarsi un sacco di favole a volte rappresenta l’unico sistema per non guardare in faccia la realtà Quante volte ci siamo sentite dire in quella che abbiamo pensato essere una relazione: “hai fatto tutto da sola”, o “io non ti ho promesso niente”, o ancora: “sei tu che ti sei fatta dei film” ?!. Sono frasi che umiliano ma a volte ce le andiamo a cercare da sole. Vediamo quali sono allora le principali idee errate che abbiamo riguardo al rapporto con gli uomini e impariamo a interpretare [...]

26 04, 2017

Come i social aumentano il rischio emulazione delitti; mia intervista Secolo d’Italia, 26/4/17

Aprile 26th, 2017|

Come i social aumentano il rischio emulazione delitti; mia intervista Secolo d'Italia, 26/4/17   di Bianca Conte mercoledì 26 aprile 2017 - 15:53 A- A- A+ Il giorno dopo il brutale omicidio, quando sgomento, indignazione e rabbia sono ancora vive, la paura adesso riguarda possibili repliche del terribile gesto. Un orrore «a forte rischio emulazione», lancia infatti l’allarme la criminologa ed esperta di violenza psicologica Cinzia Mammoliti, commentando il drammatico caso di omicidio della bimba di 11 mesi in Thailandia, ripresa dal padre su Facebook mentre la uccideva. Un delitto perpetrato in diretta online, in cui – spiega la studiosa – «il social network è stato utilizzato come teatro per un narcisista esibizionista fortemente disturbato», e dunque ancora pericolosamente minaccioso se «visualizzato da persone con un disagio nascosto o sotto controllo» Bimba uccisa dal padre: video a [...]

17 04, 2017

Baby gang: così le seconde generazioni reagiscono all’esclusione sociale Mia intervista su La Stampa 14/4/17

Aprile 17th, 2017|

Baby gang: così le seconde generazioni reagiscono all’esclusione sociale maria corbi 14/04/2017 roma Cinzia Mammoliti è una criminologa, esperta di psicopatologia criminale, particolarmente attenta al fenomeno delle baby gang. Dottoressa aumenta la criminalità «di branco» tra i giovanissimi immigrati di seconda generazione. Come mai?   «Sono fenomeni legati ovviamente all’integrazione. Da quando sono piccoli. I bambini, i ragazzini, si sentono respinti anche se non è detto che lo siano realmente. E comunque si tratta di minoranze in un territorio dove purtroppo ci sono atteggiamenti xenofobi o comunque diffidenti. Così la compattezza del gruppo è data proprio da questa sensazione comune del rifiuto e insieme della sopravvalutazione usata come arma di difesa. Pensano “siamo esclusi ma siamo i migliori, i più forti”. L’autocelebrazione per sopperire alle ferite del rifiuto, dell’abbandono e del non [...]