Il trauma da narcisismo: come superarlo a cura della D.ssa F.Saccà 1/2014

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Il trauma da narcisismo: come superarlo a cura della D.ssa F.Saccà 1/2014

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Il trauma da narcisismo: come superarlo

Posted on 3 gennaio 2014

trauma da narcisismo

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

Una grave conseguenza che può derivare da un rapporto protratto con un manipolatore relazionale consiste nello sviluppo di una sindrome riferibile, in termini sintomatici, al disturbo post traumatico da stress, nota come “trauma da narcisismo”. Esso nasce e si cronicizza nello scoprire di aver amato e non riuscire a smettere di amare il proprio carnefice.

Come evidenzia P.P. Brunelli nel suo saggio Trauma da narcisismo nelle relazioni di coppia, : “Le vittime di un narcisista è come se fossero state contagiate da un virus psichico. Le persone infettate/intossicate da un narcisista attraverso una relazione perdono le loro difese immunitarie nei loro punti deboli, per cui i loro problemi psicologici si acuiscono pericolosamente. Vi è poi un forte crollo dell’autostima per cui ci si sente brutti, incapaci, insicuri in quanto appare inconcepibile di essere stati trattati con tanta violenza psicologica dalla persona amata. La sintomatologia della vittima – che io definisco come colpita da TRAUMA DA NARCISISMO (TdN) – può essere più o meno grave e va curata onde evitare peggioramenti. Va detto che quando si viene abbandonati si può subire un TRAUMA ABBANDONICO di maggiore o minore intensità, che è già di per sé assai doloroso e sconvolgente, ma se a questo si aggiunge il TdN TRAUMA DA NARCISISMO, la situazione diventa ancora più grave, in quanto il partner narcisista, oltre ad abbandonare, mira a distruggere, umiliare, ferire, offendere il partner che viene abbandonato. Quest’ultimo, cioè la vittima del narcisista, può sviluppare una vera e propria sindrome traumatica specifica, che negli Stati Uniti è stata già evidenziata da qualche anno, ma che in Italia non è ancora chiara. In pratica si pensa soltanto ad un trauma abbandonico e non si riesce a capire a diagnosticare che è qualcosa di assai peggiore, un TdN, appunto.  La sindrome da TdN si caratterizza con un persistente stato d’angoscia e il pensiero ossessivo del fantasma del partner narcisista, del quale non si riesce a comprendere la crudeltà. Ciò si accompagna con attacchi di panico, depressione, ansia, difficoltà a dormire, difficoltà ad alzarsi la mattina, sociofobia (paura degli altri), disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi (come guidare pericolosamente, o drogarsi o fare abuso di farmaci), pensieri suicidari, difficoltà a stare da solo ma anche a stare in compagnia, disturbi della sfera sessuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie (in quanto molti non capiscono e credono si tratti di una semplice storia d’amore finita, per la quale non si dovrebbe soffrire più di tanto), difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcisista traumatizzante. Queste sintomatologie possono protrarsi per molto tempo con il rischio di minare effettivamente anche la salute fisica, provocando quindi l’insorgere di patologie somatiche, funzionali ed organiche, che possono diventare anche gravi” (Dal libro ‘Trauma da narcisismo, P.P. Brunelli, 2011).

La cosa migliore che può fare una persona che i identifica con questa sintomatologia è quella di chiedere aiuto a uno psicoterapeuta esperto in questa problematica. E’ davvero molto complesso riuscire a uscirne da soli alla luce dell’invalidante condizione di indebolimento psicologico in cui spesso la persona riversa. Premesso questo, oggi vi fornirò alcuni utili suggerimenti da mettere in pratica per iniziare a riprendere in mano la vostra voglia di vivere e recuperare la vostra dignità di persone:

–   Non isolatevi e confrontatevi con persone sane e gentili: è fondamentale  ricordarsi come ci si sente a essere trattati con rispetto, umanità e sensibilità (purtroppo quando ci si abitua a essere maltrattati a lungo si tende a dimenticare i parametri di una relazione sana).

–    Aprite gli occhi e sforzarsi di vedere la verità: purtroppo il dolore più grande alla fine di una relazione con un narcisista non è dato tanto dalla perdita della persona in sé e per se ma dalla sparizione dell’idealizzazione che se ne era fatta. Come evidenzia Cinzia Mammoliti nel suo testo ‘I serial killer dell’anima’ “scoprire che la persona alla quale ci si era emotivamente affidati è completamente differente da quella che si era interiorizzata e adorata è paragonabile all’amputazione di una parte di sé. Per questo risulta così difficile accettare la verità e si preferisce rimanere legati al ricordo dell’immagine che ci si era costruiti. Non si ama più –prosegue la Mammoliti – il mostro che ha ormai svelato il suo volto, bensì l’immagine idealizzata dello stesso, difficile da abbandonare perché altrimenti ci si sentirebbe degli idioti che non sono riusciti a comprendere con chi avevano a che fare veramente”.

–  Imparate a riconoscere la rabbia e a sfogarla, in modo sano. Quest’operazione, fondamentale per un risveglio interiore e per spogliarsi finalmente dal ruolo di vittima, è molto complessa da svolgere da soli ecco perchè è fondamentale chiedere l’aiuto a un esperto che ci consentirà in primis di contattare la nostra rabbia e poi di imparare a sfogarla in modo sano e non aggressivo

–  Non compromettete la vostra capacità di amare: purtroppo sono in molte le persone che, dopo una relazione affettiva così drammatica, sentono di non essere più in grado di provare sentimenti per un’altra persona. In particolare Cinzia Mammoliti evidenzia due atteggiamenti negativi che possono rivelarsi controproducenti: il primo, come accennato sopra, è quello della persona che decide di non volerne più sapere di sentimenti e sceglie l’isolamento affettivo ed emotivo come forma di protezione. Il secondo invece è rappresentato dalla coazione a ripetere: capita spesso che chi è stato vittima in passato tenderà a ricercare quello stesso ruolo nei rapporti successivi, in parte perché pensa di non meritare altro, in parte perché cerca, ogni volta, di riparare alla vecchia relazione distrutta. Ma nessuno dei due atteggiamenti è funzionale in quanto ogni individuo ha diritto ad una vita affettiva sana e appagante perciò isolarsi così come ostinarsi a mettere in scena copioni disfunzionali già visti non offre alla persona la possibilità di sperimentarsi in una relazione sana che rispetti la sua dignità di persona.

–   Imparate a darvi tempo, per consentire alla ferita di rimarginarsi e imparare, nel frattempo, a fare affidamento su se stessi, riscoprendo il proprio valore personale e le proprie capacità. Sicuramente questo è un passo complesso da compiere ma fondamentale perché, ricordiamoci sempre, ogni relazione sana ha bisogno di persone che abbiano imparato prima di tutto ad amare se stesse e a farsi rispettare. Dopo aver vissuto questo genere di esperienze traumatiche sarà fondamentale dunque recuperare la propria dignità di persone e l’amor proprio, ingredienti indispensabili per ricominciare ad amare in modo sano.

Riferimenti bibliografici

Trauma da narcisismo nelle relazioni di coppia. Ipotesi per una nuova diagnosi. Il narcisismo patologico e la ferita narcisistica nel vampirismo affettivo, Associazione culturale Albedo per l’Immaginazione attiva, Milano, 2011,

I serial killer dell’anima. Cinzia Mammoliti. Sonda Edizioni, 2012.

 

Gennaio 3rd, 2014|

About the Author:

mm
Laureata in Giurisprudenza nel 1993 con specializzazione in Criminologia, Psicopatologia forense e Psicologia criminale mi occupo di consulenza e formazione dopo aver lavorato per molti anni con donne e minori vittime di violenza.

Un commento

  1. GIOVANNA GENTILE 19 Febbraio 2017 al 12:21 - Rispondi

    Se avessi letto questo articolo 20 anni fa, forse non l’avrei capito in quel momento ma avrei cercato di essere aiutata dalla persona giusta. Mi sono sentita compresa e non in colpa e rifiutata come con la terapeuta che mi seguiva allora. Le ferite sono rimaste, da sola vi ho costruito un muro, poi la vita ha fatto il resto ma non sono mai guarita. Grazie per avermi risposto, sento di aver ricevuto un medicamento a una ferita che non ho mai capito come me la fossi procurata, Grazie di cuore, Giovanna.

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