AdnKronos Salute : mia intervista di Raffaella Ammirati sui pericoli delle sette marzo 2018

SANITA’: CRIMINOLOGA SU PSICO-SETTA, DIETA ARMA FORTE PER MANIPOLAZIONE
Roma, 14 mar. (AdnKronos Salute) – L’alimentazione e le diete
alternative possono essere un”arma’ forte per i manipolatori in cerca
di adepti. “Il cibo è una chiave importante perché convoglia diverse
esigenze che vanno dalla soddisfazione di un bisogno primario a
diversi bisogni spirituali come benessere, cambiamento, equilibrio e
cura”, spiega all’AdnKronos Salute Cinzia Mammoliti, criminologa
specializzata in manipolazione mentale e violenza psicologica –
autrice di molti libri sul tema, tra cui ‘I serial killer dell’anima’
– a commento dei risultati dell’indagine della polizia di Ancona che
ha individuato una ‘psico-setta’ guidata da un noto imprenditore del
settore macrobiotico, Mario Piranesi. Un’organizzazione a cui sono
contestati reati come riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni
aggravate ed evasione fiscale. Un sistema di manipolazione in cui la
prescrizione di speciali diete macrobiotiche sembra avere un ruolo
centrale.
Purtroppo, analizza l’esperta, “la crisi globale a cui si legano il
bisogno di identificarsi in qualcuno e farsi guidare costituisce un
fattore di rischio immenso per persone fragili”. E l’alimentazione
apre un varco ‘facile’. “E’ un tema che va di moda, e parte da un
bisogno primario per arrivare a quelli più complessi. Si propongono
regole salvifiche, di mutamento, di equilibrio. Si pensi alla presa
che ha la moda del digiuno e agli esperti improvvisati che sul web si
propongono come guida, con grossi rischi per la salute, e trovano
nella maggior parte dei casi molti seguaci”.
Insomma l’alimentazione è una buona ‘esca’ per “catturare i soggetti
fragili, resettarli psicologicamente e riprogrammarli. Una procedura
‘ordinaria’ di manipolazione mentale, o lavaggio del cervello –
descrive Mammoliti – Consiste nello strutturare metodi che
‘cancellano’ i principi e i valori del soggetto, per inserirne di
nuovi. Nella manipolazione, i nuovi valori ovviamente vanno a scapito
della vittima e a vantaggio di chi manipola. Questo accade in una
setta, con obbiettivi ovviamente truffaldini, ma anche in tutte le
manipolazioni relazionali in qualsiasi contesto: coppia, famiglia,
lavoro”.
(segue)
Chi è condizionato, spiega ancora Mammoliti, “è
come ipnotizzato. Le persone care si accorgono di un forte mutamento.
In genere si sente dire ‘non è più lui’ o ‘non è più lei’. Il primo
sintomo – riferisce la criminologa – è una sorta di invasamento: la
persona parla sempre dello stesso argomento su cui non accetta
critiche, è iper rigida, non riesce a concepire forme di pensiero
differenti. E ci sono anche sintomi come ansia, irritabilità. La
persona non si sente più capita da nessun altro che non faccia parte
della setta. Non sta più bene con gli altri. Ed è proprio il primo
obiettivo della setta quello dell’isolamento dal resto del mondo.
Venirne fuori non è per niente facile. E’ una dipendenza”.
L’aiuto dei familiari è importante. Difficile agire sul congiunto, “ma
sono fondamentali le denunce e le segnalazioni per far saltare
l’organizzazione: è più facile far saltare la gabbia che convincere
chi è dentro a uscire”, puntualizza Mammoliti. Una volta spezzate le
catene, “si spera che la vittima abbia modo di risvegliarsi. Il forte
trauma della rottura della gabbia può essere come le schiocco delle
dita per svegliarsi dall’ipnosi”. Ma c’è il rischio, avverte
l’esperta, che le vittime restino ancora invischiate e divengano i
primi difensori del loro aguzzino, sentendosi vittimizzate non dal
loro aguzzino, ma da chi le ha liberate.
“Spesso queste persone vengono fuori quando toccano il fondo. Ma non è
sempre così. Una volta sgominata la setta, le vittime dovrebbero
essere prese in carico da persone da specializzate nella comprensione
della dinamica di lavaggio del cervello ed essere aiutate con un
un percorso in grado dei decondizionarli. E anche questo non è semplice”,
conclude Mammoliti.
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